QUERCIANELLIERE
Alberto Bonsignori racconta la storia della sua barca
Quercianelliere ringrazia Alberto Bonsignori per la pubblicazione del suo racconto in testo e in foto.

Alberto Bonsignori racconta la storia della sua barca:

Piccarda: una storia lunga 40 anni
La storia della mia barca inizia nel 1974 quando viene prodotta dai cantieri Alpa di Offanengo; gli altri modelli in produzione in quegli anni sono il Flying Junior e l’Alpa Breeze.
Storia della classe “Esse monotipo”:
Ma cos’è la “S”? Progettata nel 1949, in Italia ebbe la sua diffusione grazie al cantiere Alpa che ne produsse qualche migliaio dalla fine degli anni ’60 al 1978, anno di chiusura del cantiere.
Se vogliamo fare un paragone con le classi veliche più conosciute la S come misure e piano velico è molto simile al 470, ma differendo da questo per poche cose che condannarono la classe alla scomparsa in favore di una più grande diffusione del 470.
La “S” ha un genoa molto grande (5,2 mq) che la rende molto veloce e prestante in andature come lasco, poppa o traverso ma che la rende inferiore nella bolina rispetto al fiocco steccato del 470.
Una caratteristica che risalta subito all’occhio è la poppa aperta che conferisce allo scafo un design accattivante.
A Quercianella questa classe velica era molto diffusa negli anni ’70 e ’80 grazie anche alla produzione di scafi di Sergio Landini.
Questo, ricavato lo stampo dello scafo da uno dei primi modelli presenti al CNQ (quello del Parenti) produsse circa una ventina di S, queste erano molto più economiche rispetto al modello originale ma erano prive di stazzatura, l’apice venne toccato quando in occasione di un campionato nazionale Sergio produsse uno scafo con la coperta in legno che pesava 30 kg in meno rispetto alle altre
Ad Antignano viveva lo stazzatore ufficiale più noto della classe: Franco Denoth che grazie alla sua “Gabriella” vincerà quattro titoli tricolore, il primo nel 1969 a Loano e l’ultimo nel 1979 a Livorno.
Anche il Circolo Nautico Livorno (CNL) ospiterà molti campioni della “S” che faranno aggiudicare al circolo ben 9 campionati nazionali tra il 1960 e il 1979.
“Piccarda”:
Piccarda nasce nel 1974 ad Offanengo e viene stazzata dal signor Denoth nell’Ottobre 1976, i primi proprietari ( nonché gli unici dal 1974 al 2013) sono i signori Martini di Firenze che abitano accanto alla “madonnina del grappa”. Anche se costruite quasi uguali, ogni “S” differisce dalle altre per qualcosa, Piccarda fa parte degli ultimi modelli prodotti dai cantieri Alpa, questi, prodotti tra il ’74 e il ’78 sono dette “barche tedesche” perché furono irrobustite per uno spedizioniere che le voleva portare in Germania, dove furono vendute circa mille esse; anche se molto più pesanti rispetto ai precedenti modelli ( si parla di oltre 140kg) queste sono le barche più longeve e meglio conservate. I tre fratelli si chiamano Dario, Simone e Tommaso e tengono la propria barca al CNQ dove diventa un nome noto tra le molte “S” presenti al circolo, scelgono il nome “Piccarda” in onore del personaggio di Piccarda Donati, presente nella divina commedia. Fino a che viene usata regolarmente la barca viene tenuta al CNQ, poi le ultime estate le trascorre al porticciolo del Chioma fino al 2006, anno della sua ultima uscita in mare. E io come vengo a conoscenza di questa barca? Andando a scuola col bus di linea, ogni mattina passavo di fronte al loro giardino, e lì vedevo triste e mesta la barca sotto un albero. Intanto durante le estati sentivo parlare di questa barca in maniera leggendaria, una barca bellissima che doveva essere un Flying Dutchmann in miniatura, complici le foto d’epoca appese al circolo con tante “S” in regata, nacque in me la voglia di averne una. Arriviamo così al 2013, dove io e il mio amico e compagno di vela Francesco Gagliardi ci facciamo forza andando dai vecchi proprietari per chiedere la vendita della barca. Parla e riparla finalmente il 23 agosto 2013 riesco a portarmi la barca nel giardino di casa mia, dove inizia un restauro durato quasi un anno. La prima cosa fatta è stata pulire lo scafo da sette anni di incuria, che era ormai ricoperto di muschio, terriccio ed aghi di pino.

I principali interventi fatti sulla barca sono stati:
-Riparazione del foro presente sullo scafo a poppa;
-smontare e lubrificare tutti gli strozzascotte presenti sullo scafo;
-dare della vetroresina sulla scassa di deriva crepata;
-creazione ex novo del perno di deriva;
-sostituzione del boma con uno da 470, dato che quello vecchio era inutilizzabile;
-creazione di un attacco tra il nuovo boma e il vecchio albero;
-riparazione e messa in funzione del rollafiocco ;
-sostituzione dell’elastico e dei cordini per il trapezio;
-restauro dell’invaso originale trasformato in carrello d’alaggio;
-lucidatura dello scafo tramite pasta abrasiva;
-riparazione della torretta della randa;
- sostituzione della scotta del fiocco;
-sostituzione della drizza della randa;
-sostituzione della drizza del fiocco;
-sostituzione dello strallo di prua.
La barca è stata portata al CNQ l’undici giugno e i lavori sono durati fino al 20 agosto, giorno in cui ho fatto la mia prima uscita (c’ero già uscito solo con lo scafo a remi per testare l’impermeabilità del lavoro di riparazione fatto).Per il restauro bisogna ringraziare il signor Sergio Landini. Alberto Bonsignori

Foto del restauro: in attesa di pubblicazione.