QUERCIANELLIERE

Problematiche sulla tassa di soggiorno

Lettera pubblicata sul quotidiano livornese IL TIRRENO
Chiedo scusa mi son resa conto adesso che un articolo non aveva eseguito il copia incolla allego:
Siamo al collasso, molti di noi a fine stagione chiuderanno i battenti, altri forse non arriveranno alla fine della stagione. Giungono grida da tutta Italia: c'è chi non ha pagato l'affitto, chi non ha onorato la rata del mutuo e chi è in difficoltà con i fornitori.
Al di là dei numeri, degli arrivi e delle presenze bisogna, bisognava, guardare ai fatturati, agli utili. Sì, perchè gli alberghi – di qualsiasi tipologia essi siano – operano come aziende, e le aziende per sopravvivere hanno bisogno di utili, di soldi.
Servono soldi per gli stipendi (i più tassati d’Europa), per pagare le bollette (le più salate d'Europa), per pagare le manutenzioni, le migliorie, i fornitori (che utilizzano la benzina più cara d'Europa).
Una struttura ricettiva che chiude lascia sulla strada famiglie, lavoratori ed indotto: moltissimo indotto perchè il turismo è forte un moltiplicatore di risorse. Quindi, mentre il nostro collega albergatore (?!) Bernabò Bocca rinnova la stima al Ministro Gnudi, noi, con grande rispetto per la persona, ne chiediamo le dimissioni. Riteniamo possa essere questa l’unica mossa per far comprendere il valore dell’industria turistica e le difficoltà che noi tutti stiamo affrontando. Solo in questa maniera il Governo dovrà riprendere in mano la questione ed il Ministro Gnudi avrà la possibilità di spiegare ai Tecnici del Governo ed alla Politica Italiana il perché dei questo suo gesto; solo in questa maniera potrebbe entrare la voce turismo nel “decreto sviluppo”. Caro Ministro, le chiediamo uno scatto di orgoglio: l’unico, forse, che possa scuotere il Governo sulla questione del turismo. Non si faccia ricordare come il Ministro del Turismo che ha fatto chiudere il Turismo.
 
Lettera pubblicata sul quotidiano livornese IL TIRRENO
articolo e mia considerazione
Date: Tue, 7 Aug 2012

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Tipico a Tavola

turismo e finanza
Turismo, anno veramente difficile.
Lunedì 06 Agosto 2012
Per imprese del settore turistico ricettivo, la situazione non è migliorata in luglio e ci sono forti preoccupazioni per il mese di agosto. Le previsioni espresse da un campione di albergatori indicano una diminuzione delle prenotazioni rispetto all'agosto 2011, in particolare per il turismo interno, pur in presenza della riduzione delle tariffe negli hotels. Sostanzialmente stabili i turisti stranieri, con qualche parte del Paese dove si segnala, perfino , un lieve aumento della presenza straniera.
Già ad aprile, in occasione delle vacanze pasquali, vi era molta incertezza tra gli operatori per la diminuzione dei flussi, cui ha fatto seguito nei mesi tra maggio e luglio un vero e proprio “crollo della vacanze”. Con la diminuzione del potere di acquisto gli italiani stanno rinunciando a quella che fino a qualche anno fa era irrinunciabile, la vacanza.
Tra i dati più significativi, quello indicato dal 61% degli operatori, che affermavano di avere mantenuto le tariffe ai livelli del 2011 – pur in presenza di forti aumenti negli oneri di gestione; il 31% aveva addirittura diminuito le proprie tariffe per riuscire a contenere la diminuzione dei accettabili i livelli di occupazione. In questa maniera però, a soffrire saranno i fatturati che, in presenza di costi di gestione e tassazione sempre più elevati, rischiano di non generare utile.
Ultimo ma non meno importante rammarico, l'intermediazione sull'acquisto. Gli albergatori intervistati hanno dichiarato che il 59% delle prenotazioni ricevute sono effettuate on-line, per cui visto la totale assenza di un sistema “italiano” competitivo, tutto il valore dell'intermediazione (che oscilla tra il 15 ed il 30% del valore della vendita) viene incassato all'estero, ove queste società di intermediazione hanno sede.
Per il proseguo dell’estate agli albergatori italiani non resta che sperare nel last minute: controllando le previsioni meteo e affidando le proprie speranze sulla voglia degli italiani di non rinunciare ad un soggiorno fuori casa, anche se breve e deciso all'ultimo momento.
Questi dati evidenziano quanto Asshotel Confesercenti afferma da mesi: il comparto dell'ospitalità alberghiera, da anni in sofferenza, ora è in recessione ed oltre alla forte crisi, che ha ridotto di molto la propensione alla vacanza degli italiani, si registra l’assenza di una politica turistica. Questo stato di “stallo” da parte del Governo centrale ha fatto scivolare il comparto – e tutta la filiera turistica – in uno stato di crisi che non più essere considerata solo congiunturale. Le ripercussioni si fanno già sentire, un dato su tutti; la diminuzione di occupati nel settore. Sembra incredibile come un comparto che avrebbe solo bisogno di essere meglio organizzato e messo a sistema, sia lasciato abbandonato a se stesso, dove non danneggiato da amministratori che lo continuano ad utilizzare come serbatoio salva-bilanci, appesantendolo con tasse di soggiorno o di sbarco (molto preoccupante il dato di chiusure di strutture alberghiere sull'isola di Ischia) che altro non fanno che regalare clienti ai nostri competitori del bacino del Mediterraneo. 
Croazia, Grecia, Spagna, Malta, Tunisia, Marocco e, ora anche l'Albania, ringraziano.
 
io ho una piccola attivivtà Alberghiera in Quercianella e come il resto del paese ho risentito della crisi che ci attanaglia, non si può credere di risolvere un problema economico lavorando 15 giorni a cavallo di ferragosto. fino ad ora le camere hanno subito un buon 30% in meno nelle prenotazioni, considerando che noi avevamo un tipo di clientela prettamente italiano semplici familiglie  no ricconi russi, da me non ci vengono sono solo un semplice due stelle, i giornali ci dicono che 6 italiani su 10 non andranno in ferie, che tipo di prospettiva abbiamo?
questo articolo inviatomi da confesercenti mi convince sempre di più che proprio nel comune di Livorno non si doveva adottare <la tassa di soggiorno>.per prima cosa hanno oberato il lavoro degli albergatori che non sono fanno da gabellieri ma hanno da compilare dei moduli veramente macchiavellici. Se per altre città è valido il discorso sopra descritto da confesercenti cioè che il pagamento di questa dirotta turisti verso altri lidi, figurarsi se non li dirotta da Quercianella, doveci si vergogna a chiederela tassa, non c'è alcun motivo di pagare questo balzello in quanto non esistono servizi, dalle 20 della sera alle 7 del mattimo Quercianella è completamente scollegata dalla città sia in treno che in autobus.  chi raggiunge Quercianella in treno non può andare ad un cinema o raggiungere un qualsiasi evento serale a Livorno o Castiglioncello, i turisti, pochi, che sono venuti nel mese di marzo hanno trovato anche l'acquario chiuso, e anche i musei in determinati periodi sono ad orari ridotto.e pensare che l'attuale Sindaco aveva fatto anche una campagna pro mezzi pubblici, sarebbe Livorno una città turistica ci sono delle belle cose da vedere, ma l'amministrazione non ha certamente una mentalità turistica. Le Fortezze sono chiuse, le grotte di Montenero idem, non esistono collegamenti numerosi e progettati per non far utilizzare le auto.
trovo che in un momento così difficile per tutta la nazione gli obbiettivi della istituzioni siano solo quelle di far cassa.
Turini Sandra